Genesi e scopo RAM

 

Stiamo rispondendo ad una esigenza personale, interiore, ad un sentire la necessità di affrontare certe sfide. E questo è un sentire comune. Un sentire che infatti – guarda caso – è comune a tutti noi del Roma Art Meeting e che ci unisce, che ci fa stare insieme come uno straordinario e poderoso collante.

Ci interessano veramente i temi che trattiamo, ci interessa veramente ascoltare le risposte alle domande che poniamo ai nostri ospiti, ci interessa porre il dubbio, sollecitare un argomento, proporre un confronto, indicare una strada. Ci interessa tutto ciò perché ci sembra l’unico modo per non rimanere inerti, l’unico modo per evitare di vivere senza esistere. L’unico modo che conosciamo, che ci sembra alla nostra portata per spostare – di un ideale millimetro (tanto ci basterebbe) – la linea del progresso civile e morale della collettività.

Molti altri si sono – via, via – allontanati e li abbiamo persi; altri, più propriamente, li abbiamo allontanati e li abbiamo voluti perdere. In entrambi i casi, probabilmente, le nostre idee non coincidevano, non collimavano. Alcuni – nostro malgrado – ce li ritroviamo come fierissimi “nemici”, altri pensavano di poterci strumentalizzare per le loro finalità politiche, altri ancora pensavano di farsi scudo della nostra compagnia per una qualche malcelata utilità. Non abbiamo consentito a nessuno di deviarci dal percorso indicatoci dal nostro “sentire”, non abbiamo consentito a nessuno di strumentalizzarci e non abbiamo consentito a nessuno di farsi scudo di noi in mala fede. Non lo abbiamo consentito e non lo consentiremo in futuro.

Siamo, invece, a disposizione e siamo pronti, prontissimi, ad affiancare coloro che riteniamo meritevoli di sostegno, che riteniamo perseguano, che effettivamente perseguono, le nostre medesime finalità, che hanno in testa il miglioramento, l’elevazione spirituale della collettività. In questi casi – e non mi va di citare qui qualche esempio ma chi ci segue sa quali sono state le nostre battaglie – non esitiamo ad esprimere la nostra posizione, a prendere posizione, ed a prenderla in maniera netta, rotonda, senza fraintendimenti. Non esitiamo a prendere posizione anche quando ciò vuol dire mettersi in una posizione di grande scomodità, in una posizione di grande sconvenienza. Anzi, questo atteggiamento è diventato un marchio distintivo del Roma Art Meeting: Pane al Pane e Vino al Vino!

Un atteggiamento che vogliamo continuare a tenere e perseguire perché ci sembra che l’indirizzo generale sia di segno opposto ed invero ci sembra imperi il cosiddetto “politicamente corretto”.

Abbiamo messo al bando gli insopportabili “ermetismi equilibristici” di tanta gente che vive e prospera con il metodo del cerchiobottismo.

Il Meeting è sempre intessuto su tre citazioni che concretizzano tre temi e su questa intelaiatura affrontiamo argomenti difficili e li affrontiamo con l’intenzione di trarre le consuete “istruzioni per l’uso” e ciò poiché pretendiamo che il nostro percorso non sia un mero parlare ma si possa tradurre in uno spartito da poter seguire ogni giorno della vita.

Siamo aperti – come al solito e senza limiti di tempo – a nuovi arrivi, a nuovi ingressi, a nuove partecipazioni. Siamo aperti con la consapevolezza e la forza che ci viene dal sapere che la successiva selezione sarà naturale, di tal chè coloro i quali non saranno congruenti – con il nostro modo di fare, con il nostro modo di vedere le cose, con il nostro progetto – faranno solo un piccolo pezzo di strada insieme a Noi dopodiché le strade si divideranno automaticamente quasi inesorabilmente ed il Roma Art Meeting resterà (per Noi e per quelli che si troveranno a proprio agio) un luogo di incontro sincero e spassionato, anche pericoloso forse, ma sempre libero e scevro da contaminazioni utilitaristiche di basso profilo.

(Il Presidente – Avv. Domenico Monteleone)